4 commenti su “Dante e il Paradiso

  1. Ho letto tutto e mi sono anche informato proprio alla fonte (edicolaweb) di questa ipotesi del viaggio di Dante in Islanda.

    Ecco cosa scrive Francesco Lamandola:
    L’ultima inverosimile stranezza, degna di un thriller a sensazione più che di una seria indagine storica, è quella che vorrebbe che Dante si sia recato, nel 1319, in Islanda, per visitare il tempio segreto dei Templari e per apprendere il corpo delle dottrine iniziatiche cristiane, disseminando tracce del suo viaggio nella “Divina Commedia”; così come avrebbero fatto, dopo di lui, alcuni pittori del XV e XVI secolo, come Sandro Botticelli nel dipinto “La primavera” e Leonardo da Vinci nella sua “Ultima cena”.
    Eppure anche questo è stato detto: e poco importa se il 1319 è uno degli anni che meglio conosciamo della biografia di Dante, quand’egli era passato a Ravenna, presso la corte di Guido Novello da Polenta, e non vi è la benché minima traccia che egli abbia lasciato l’Italia, anzi, che ne avrebbe mai avuto il tempo materiale, oltre che la possibilità…..

  2. “…lui saprebbe come fare, lui saprebbe come aggiustare..con un cacciavite in mano, fa’ miracoli…” Ciao Bruce, e Ross. Avrete capito che ho scopiazzato da “si’, viaggiare” dove Battisti “vanta” un amico che si intende di motori. Vero, Dio potrebbe, volendo, fare tutto, ed il fatto che non lo faccia (ho ripetuto due..tre volte “fare”, un linguista mi farebbe l’osservazione 🙂 fa dubitare che esista, ed e’ un dubbio legittimo.

    “Potrebbe esistere una sorta di “«Legge Cosmica del Libero Arbitrio” come scritto nel post, ed ecco che Dio.rispetterebbe la nostra liberta’. Ma qui subentra una questione molto delicata: il libero arbitrio e’ parziale, non e’ vero che “dipende tutto da noi” come leggo spesso, a mo’ di dogma, anche nei commenti, “si’, cara amica..dipente tutto da noi!!!” ho letto spesso, con tanto di punti esclamativi. E allora? Se Dio ci giudica in base all’uso o all’abuso che abbiamo fatto della nostra liberta’, allora dovrebbe ESONERARE da tale giudizio che non e’ libero-ad esempio, un malato di mente, od una persona condizionata culturalmente a fare delle cose “sbagliate” nella convinzione-culturale- di fare una cosa giusta.

    Come giudica Dio un bambino appena nato che muore poco dopo…buono o cattivo? Questo per chi pensa che “c’e il premio od il castigo”. Ed ancora: perche’ Dio ha fatto si’ che molti siano meno liberi di altri? Il malato di mente, ma anche il maniaco sessuale, o l’individuo immaturo che non puo’ scegliere come chi ha un cervello maturo?

    Piu’ che di libero arbitrio, io penserei piuttosto al “caso”, che in quanto tale da’ in effetti delle “liberta’” di azione, e nel contempo ci condiziona (per caso io sono nato da una famiglia e non da un altra…ho un dna diverso, un temperamento diverso da un altra persona, e le mie “scelte” sono diverse da quell’altra persona. Ricevo una botta in testa (basta un incidente) e non sono piu’ persona raziocinante…”caso volle che….”.

    I casi sono due: o l’umanita’ e’ come una pianta che deve maturare nel tempo, e Dio la guarderebbe crescere, e cosi’ farebbero ALIENI piu’ cresciuti di noi-che non sono Dio ma rispetto a noi sono..come dei, tanto ci superano in tecnologia ed intelligenza-, magari “potando” qua’ e la’ questa “pianta” (eventuali rarissimi interventi divini od alieni), oppure Dio non esiste e tutto e’ dovuto al caso. Allora l’aiuto potrebbe venire solamente da chi e’ migliore di noi, e torniamo agli alieni (quelli che lo sono, in molti mondi ci sarebbero alieni che sono indetro a noi nella “crescita”.
    Ma se tutto e’ “caso”, da dove sbucano le leggi della fisica e della matematica (anzi, la matematica viene prima, perche fisica e chimica obbedicono a ferre leggi matematiche) che ci fanno dire ad esempio che le relazioni fra gli angoli in trigonometria ( o le relazioni fra le cariche elettriche in fisica) che le cose vanno cosi’ e basta? Sono leggi eterne, ed allora tali leggi sono da sempre esistite e sono come se fossero “dio”?
    tali leggi, pero’, sarebbero impresonali, non avrebbero un “se’ cosciente” da poter dire “io sono la matematica” ed ecco che tali leggi “non hanno potere decisionale” (da poter dire “ora inverto le correnti marine e salvo questa citta’ da uno tsunami”) e, pur esistendo, sarebbero esattamente come il caso, non farebbero i miracoli, ma solo cio’ che, date delle cause, si hanno gli effetti, punto e basta. Un dio, invece, potrebbe (violare le leggi della matematica e della fisica). perche’ non lo fa? perche’ non ce’? Perche’ “non si sente di intervenire sul naturale decorso delle cose, compresi il nostro agire e vivere?

    Un bel intruglio di cosette che affollano la mente, prima di..credere con lineare semplicita’..purtroppo. Ciao.

    Marghian

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