11 commenti su “Waterworld: dalla fantascienza alla realtà

  1. Ciao Ross. Hai fatto un’ottima scelta, è un bell’articolo, ricco di dettagli tecnici-che fanno capire al neofita, cioe’ a noi, alcune delle “condizioni” necessarie a che ci possa essere, su un pianeta, la vita.

    Bella questa distinzione fra la fascia di abitabilita’ empirica e quella ristretta. “Fascia di abitabilita’ empirica”, appunto quella delimitata dalla quantita’ di luce solare ricevute da Venere e da Marte (quando qeusti due pianeti potevano essere abitati, circa um miliardo di anni fa per Venere, tre miliardi e mezzo circa per Marte..ed e’ vero, si tratta proprio di una cosa empirica, anzi teorica) e quella “ristretta”, la fascia che comprende, appunto, le fasi di formazione di vapore acqueo e quella in cui la radiazione solare e’ inferiore e l’anidride carbonica ghiaccia, come avviene oggi per Marte dove, dicono, anche la neve e’ fatta di anidride carbonica ghiacciata, il cosiddetto “ghiaccio secco”.

    Ma stiamo attenti, queste “restrizioni”, come ad esempio il confinamento di un’orbita che deve necessariamente trovarsi in questa fascia, a che tali restrizioni non siano troppo marcate.

    Metti un pianeta- in generale..- che si trovi appena esternamente alla fascia di abitabilita’ ma che abbia un certo calore interno “superiore alla media” ed una atmosfera piu’ densa- da conservare meglio il calire..ed ecco che quel pianeta e’ comunque abitabile. Queste condizioni, percio’, vanno prese come “indicative” e non “tassative”; resta pero’ il fatto che le condizioni da soddisfare per la vita complessa sono tante, non solo le due, tre variabili come distanza dalla stella o la densita’ dell’atmosfera. Un pianeta deve avere “tutta una storia”, insomma. “Tutta una storia”- pensa anche alla storia gelogica di un pianeta, il succedersi delle varie ere-.

    Pero’, il fatto che le condizioni da soddiscare siano tante, questo non significa che sia improbaile la vita altrove. Ne’ tanto meno che la storia di un pianeta alieno debba essere “fotocopia” di quella terrestre. Se ragionassimo cosi’ potremmo commettere lo stesso “errore” di Zichichi e colelghi “negazionisti”: : “siamo soli, perche’ se su altri pianeti salta il minimo dettaglio, la vita non si forma”. E’ possibile, comunque, che un pianeta evolva secondo “standard” abbastanza simili, ecco che i mondi come la Terra potrebbero essere tantissimi. Altra cosa importante e’ la plasticita’ della vita. L’orso, per esempio, vive sia in zone temperate che al polo nord.

    “Waterworld”. La Terra stessa, forse, e’ stata cosi’! E’ probabile che molti pianeti siano interanente coperti dall’acqua. Ne abbiamo uno anche noi, “Europa” la luna di Giove ricpoerta di Ghiaccio e che sotto contiene un oceano liquido. Idem per la luna di Saturno Enceladus. Come vedi.. ciao Ross 🙂

    Marghian

    • Su Focus hanno fatto un servizio relativo a come vengono immaginati gli abitanti di questi pianeti acquatici da parte di diversi scienziati, sono venute fuori delle creature mostruose, però poi ho pensato : “Se queste esistessero davvero e ci osservassero direbbero di noi la stessa cosa”
      Penso che ogni pianeta si sia evoluto a modo suo, INSIEME ai suoi abitanti, e non cambierò mai idea alla faccia dei..contrari.
      Ciao 😀

      • Che ogni eventuale pianeta abitabile si evolva a modo suo non ce lo doveva dire Focus, non è una novità assoluta.
        C’è qualche (anzi molti) dubbio che ci osservino, per via della difficolta di sviluppare tecnologia sott’acqua (se pensi solo alla elettricità), ancora meno credibile che sono tra noi come dice qualche credulone respirando con un casco-ampolla con acqua in testa come i pesciolini rossi 😆
        buona giornata

        • Ciao. Certo che siete forti..dubito anche io che esseri che vivono in acqua possano pilotare astronavi-ovviamente con gli abitacoli pieni del prezioso liquido (perche’,e non e’ nemmeno questa una novita’ assoluta, l’acqua deve essere liquida) e vivere in mezzo a noi.

          Pero’, una specie acquatica piu’ intelligente ed evoluta potrebbe esistere. Gia’ noi abbiamo i delfini, che sono esseri intelligentissimi. Pero’, perche’ un essere acquatico possa aver bisogno di sviluppare una tecnologia, deve possedere delle caratteristiche che gli facciano dire “mi devo inventare qualcosa”. Per ora noi conosciamo solo l’uomo che abbia fatto questo: non so andare sott’acqua, e mi invendo uno scafandro, non so volare e mi invento un aereo, non comunico con gli ultarsuoni e mi invento la radio ricetrasmittente.

          Pero’..una specie acquatica evoluta potrebbe essere tra di noi..nel mare, ed essere una specie terrestre (aliena perche’ del “pianeta mare”). Ricordate il film “the abyss?”. Bellissimo.. ciao 🙂

          Marghian

          • Esatto carissimo marghian, ogni tanto, ma anche spesso è giusto scherzare esagerando un po’ per non creare frizioni di ragionamento. Però i concetti sono chiari.

            Hai ragione quando dici che ci sono sulla terra animali acquatici intelligenti come i desfini sopra tutti.
            Ma è altretttanto vero un’altra palese considerazione. Le prime forme di vita si sono sviluppate in ambiente acquatico, milioni di anni prima delle spacie sulla terra ferma. Ma guarda caso gli unici esseri viventi che hanno sviluppato una intelligenza superiore sono gli esseri che si sono evoluti sulla terra ferma al contrario delle specie acqutiche non si sono rimaste “involute”.

            Perché? Perchè gli arti posteriori sono diventate gambe per un portamente ereto e gli arti superiori si sono sviuluppate in “mani” che hanno assecondato la intelligenza permettendo quella manualità nel costruire gli utensili, poi la penna per fare di calcolo, poi il computer per fare programmi, poi ecc ecc.
            Cosa assolutamente impossibile per esseri acquatici i cui arti sono sviluppati unicamente per muoversi in un mezzo semi-viscoso e non aeriforme e non per manovrare cacciaviti e martelli.
            Buona giornata (anche se per essere sicuri che sia un buona bisogna attendere la fine della giornata) 😆

        • Caro Bruce, lo so che non ce lo doveva dire Focus,volevo sottolineare il servizio e poi sai che praticamente lo seguo tutti i giorni Focus, mi rilassa e mi istruisce e fà anche volare la mia fantasia.
          Non è male il casco ampolla, forse un pò scomodo….
          buona serata 😀

  2. Bruce, hai confermato quanto io penso-o meglio, quanto io ho capito in materia di evoluzione-. Ah, “Buona giornata” e’ giusto, anche senza sapere come sara’ la giornata. Come sai, “buona giornata” e’ un augurio-che sia una buona giornata- , non una affermazione-sara’ una buona giornata- 🙂
    Ciao.

    Un saluto alla padrona di casa, ciao Ross 🙂

    Marghian

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