9 commenti su “CHI ERA JOHN TITOR? (bufala o realta’?)

  1. Ah, che roba, l’ho letto d’un fiato, una bella storiella. Ciao Ross. Una storia poco credibile, ma ben costruita direi, e come ci si aspettava a base di distorsione gravitazionale e buchi neri. I “ragionamenti” sembrano calzare, ma sono solo “ragionamenti”. E’ vero che creando un buco nero si puo’ distorcere la gravità e con essa il tempo, Ma e’ solo un ragionamento, perche’-trascurando per comodità di discorso le evidenti difficoltà a creare un buco nero- tradurre delle equazioni teoriche in pratica presenta determinate difficoltà. Se si creasse un distorsore di gravità, e questo funzionasse, la cosa non sarebbe gestibile al punto da farti trasportare in quel preciso luogo, in quel preciso istante di tempo.

    “Se tu acceleri fino alla velocità della luce la tua macchina e tu formate un buco nero.
    Dalla tua prospettiva se tu acceleri fino alla velocità della luce qualunque altro oggetto nell’universo
    forma un buco nero dovuto alle relativa velocità”. Vero in certo senso, forse. Perche’ una macchina alla velocità della luce acquisterebbe massa infinita, dunque genererebbe un campo gravitazionale infinitamente forte, dunque sarebbe assimilabile per “proprietà” ad un buco nero. Solo che sembra che una particella accelerata quasi alla velocità della luce, non acquista grande massa, i neutrini mantengono ad esempio una massa piccolissima pur avvicinandosi alla velocità della luce e poi non si capisce bene se la massa, in relatività ristretta tenda ad infinito o a zero quandi si va alla velocità della luce. E poi, il problema e’ raggiungere la velocità della luce.

    Veniamo alle “profezie”. Quasi nessuna si è avverata (improbabile che scoppi una terza guerra mondiale nel 2015, manca troppo poco tempo, e gli eventi politici mondiali non sono cosi’ veloci; inoltre, non risulta che si siano formate le famose due “fazioni” in America, “quelli delle città” e “quelli della campagna” che proprio adesso, seconda metà del decennio 2005-2015 si starebbero combattendo.

    “Differenti linee temporali”. Cosi’ tutto tornerebbe, nel 2015 di un’altra linea temporale scoppia la terza guerra mondiale, avvengono tutte le cose profetizzate da Titor, e lo stesso Titor viene da quella linea temporare. Tutto bello ma…parlando di diversa linea temporale, di “altro universo”, si puo’ dire tutto ed il contrario di tutto. Esattamente come accade in ufologia, dichiarando ad esempio che “i venusiani esistono, Venere e’ abitata ma..su un’altra dimensione, per noi non ancora sondabile.

    Il viaggio nel tempo e’ senz’altro possibile ma avviene solo -si pensa- a livello quantistico; difficile e’ realizarlo su scala macroscopica ed a “comando”.

    Ti “lascio” con una teoria affascinante, sempre a proposito dei viaggi nel tempo: i dsicchi volanti sono veicoli che viaggiano nel tempo, e gli occupanti sono i nostri lontani pronipoti che vengono a vederci. Ma solo a vederci, perche’ se “toccano” qualcosa, alterano la nostra linea temporale, creando paradossi per il loro stesso presente, presente che e’ il nostro futuro. Ti e’ piaciuta? 🙂
    Ciao Ross.

    Marghian

    • Cara Laura, è una storia dai lati molto oscuri, da una parte mi piacerebbe fosse vera,mi piacerebbe fare un viaggio neltempo e magari accompagnati da uno dei tuoi magnifici dolci..
      Ciao e buona settimana, Ross 😀

  2. A quei tempi ho letto tanto su John Titor .. una storria affascinante, ma poi alla fine un po sincefiction.. somiglia un pò dal primo film di Terminator… Pif 😉 buona domenica cara Ross

    • E a “ritorno al futuro”, un altro film dove i protagonisti viaggiavano nel tempo. E lo facevano proprio come lo farebbe Titor, avviando una macchina, farla correre fino ad una certa velocità e poi paff, ecco la magia 🙂 Ciao Rebecca.

      • Bè potremmo aggiungere anche il film “la macchina del tempo” che ho registrato e ogni tanto riguardo:

        H.G. Wells e la Quarta Dimensione: La Macchina del Tempo

        Nell’era moderna la sensazione di ottimismo legata al costante progresso tecnologico ha lasciato spazio a un misto di ansia, inquietudine e decadenza dei valori costituiti e della fiducia nel futuro. Nel romanzo La macchina del tempo di H. G. Wells (1866-1946) questa sensazione veniva comunque mitigata da una certa speranza di cambiamento, basata sulla fiducia nella scienza e sul buon senso dell’umanità nell’utilizzarla.

        H.G. Wells nel suo primo romanzo di fantascienza, costruisce l’idea del viaggio nel tempo descrivendolo come quarta dimensione: secondo il protagonista sarebbe possibile spostarsi nel tempo con una macchina così come si può fare nelle tre dimensioni dello spazio. Wells in questo modo anticipa la teoria della relatività speciale di Einstein, e cioè l’idea di una realtà quadrimensionale che unifichi spazio e tempo, che fino a quel momento erano stati considerati entità distinte: secondo la definizione dello scrittore inglese non esiste altra differenza fra il tempo e una qualsiasi delle altre dimensioni dello spazio, se non per il fatto che siamo coscienti di procedere nel tempo. In questo modo il tempo risulta essere un aspetto puramente psicologico, e infatti accade spesso di percepirlo in modo soggettivo: un’attività noiosa sembra sempre più lunga di una piacevole. Wells alcuni anni dopo scrive anche un racconto intitolato Il nuovo acceleratore in cui parla del professor Gibberne che, cercando di produrre uno stimolante nervoso, per caso inventa un “acceleratore” in grado di aumentare di migliaia di volte la velocità delle funzioni fisiche e mentali di chi lo beve, senza che costui avverta il cambiamento di velocità: ogni cosa sembrerà però muoversi lentissima nel mondo circostante, e il preparato avrà l’effetto collaterale di accelerare anche l’invecchiamento di chi l’ha ingerito, a conferma della percezione soggettiva della quarta dimensione. Wells si identifica in un collega di Gibberne che ha provato il farmaco miracoloso e descrive il mondo come fosse congelato: le persone non si accorgono dei due viaggiatori che si spostano a velocità tali da bruciacchiare i propri vestiti per l’attrito con l’ossigeno, ed essi le vedono quasi come fossero ferme, riuscendo addirittura a percepire il movimento d’ali di un’ape. Nei racconti di fantascienza degli anni successivi si diffonde l’idea che se l’universo cessasse di espandersi e cominciasse a contrarsi anche la direzione del tempo si invertirebbe.

        da: http://www.ilritaglio.it (di Samuele Palazzolo)

  3. Ciao Ross. Io ricordo bene il primo film, “l’uomo che visse nel futuro” che mi piace di piu’ del “remake”, per quanto ben fatto. Poter viaggiare nella “quarta dimensione” cosi’ come ci si muove nello spazio, “la teoria della relatività” di Eistein- purtroppo usata anche a sproposito ed in modo poco scientifico-, eccetera. La teoria della relatività ci disce solo, almeno credo, che si puo’ andare solo “nel futuro”, e cioe’ “viaggiare per un certo periodo del tempo proprio, il tempo che il viaggiatore puo’ misurare in base a cosa accade a lui e a cio’ che gli sta vicino, ad esempio il suo orologio da polso, alla velocità della luce; cosi’ facendo, il viaggiatore si trova “molti anni avanti” perche’ “nel resto del mondo” il tempo e’ trscorso molto piu’ in fretta. Questo secondo la relatività ristretta (che si occupa dei corpi in movimento. Secondo la relatività generale (che si occpua della gravitazione eccetera) invece, basta orbitare per un certo periodo-sempre del tempo proprio percepito dal viaggiatore- nei pressi di un buco nero ed ecco che si ottiene lo stesso risultato. Un anno di orbite intorno ad un buco nero equivarrebbero a molti anni trascorsi “a debita distanza”.

    Non mi risulta che Einstein abbia contemplato la possibilità di ritornare nel passato. A meno che…ecco, forse si’, considerando delle elucubrazioni postume alla formulazione della relatività generale e sullo “spirito” di quest’ultima, elucubrazioni come i “ponti di Eistein e Rosen”, con un ingresso in un punto ed una uscita in un altro punto dello spazio- tempo, una cosa che potrebbe esistere tra due buchi neri rotanti, “dalla singolarità aperta” o “ad anello”. Ma valli a trovare, questi tunnel, o ad usarli a fini pratici. Ammesso che sopravvivessimo ad un viaggio dentro uno di questi tunnel, non usciremmo certo dove vogliamo noi. Titor viaggiava nel tempo “programmando la macchina” e “facendo il punto” di navigazione, cosa non certo possibile se si entra in un buco nero.

    “le persone non si accorgono dei due viaggiatori che si spostano a velocità tali da bruciacchiare i propri vestiti per l’attrito con l’ossigeno, ed essi le vedono quasi come fossero ferme, riuscendo addirittura a percepire il movimento d’ali di un’ape”. Una idea simile venne anche a me, quado scrivevo dei raconti brevi che buttavo su dei quaderni di scuola. “A loro , io sembro velocissimo, mentre iio appaio a loro come fermo”. Cosi’ feci dire al protagonista di uno dei miei racconti di allora (ero in quinta elementare).

    “Nei racconti di fantascienza degli anni successivi si diffonde l’idea che se l’universo cessasse di espandersi e cominciasse a *contrarsi, anche la *direzione del *tempo si invertirebbe “.
    Ho pensato anche a questo, alcuni anni fa, e lo esposi in un commento prima che avessi un blog mio. Lo avevo pensato anche con un certo entusiasmo, ma poi ho abbandonato l’idea perche’ mi sembra grottesca: vedresti i morti uscire dalle bare, la gente camminare all’indietro, gli individui che tornano bambini per poi scomparire dentro donne coricate- le partorienti-, una volta ridiventati neonati. “Puo’ essere” certo, am credo che il buon Dio o l’universo ci abbiano destinati a qualcosa di meglio che rivivere la vita a ritroso. Allora? Cos’e il tempo? Boh… Ciao Ross 🙂

    Marghian

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